In mostra a Roma i capolavori di Guercino conservati nella Pinacoteca centese

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Fino al 29 aprile gli ambienti espositivi di Palazzo Barberini, freschi di restauro, ospiteranno la mostra "Guercino (1561 – 1666). Capolavori da Cento e da Roma" curata da Rossella Vodret, Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma e Fausto Gozzi, direttore della Pinacoteca Civica di Cento.

La mostra vuole essere un significativo tributo al genio di Guercino, il pittore forse più amato e studiato da Sir Denis Mahon nel corso della sua vita centenaria. La mostra è pertanto anche l'occasione per rendere omaggio al grande studioso inglese, cittadino onorario centese, a pochi mesi dalla sua scomparsa.

La scelta dei curatori di costruire il percorso espositivo con opere conservate nelle collezioni pubbliche e private di Roma e di Cento, consente in effetti di ammirare uno straordinario corpus di dipinti e offre la possibilità di gettare uno sguardo d'insieme sull'opera del maestro emiliano: cinquanta capolavori che coprono tutto l'arco cronologico del suo lungo percorso artistico facendone emergere l'esuberante talento.

Viene messa in luce l'evoluzione pittorica dell'artista, partendo dai primi dipinti che riflettono l'influsso di alcune importanti fonti dell'arte ferrarese come Ippolito Scarsella (1551-1620) e Carlo Bononi (1569-1632), fino alla produzione più squisitamente legata allo stile e alle idee derivate dai Carracci e dai loro allievi più illustri, come Guido Reni, Domenichino, Bartolomeo Schedoni o Lionello Spada.

Il gruppo delle opere che provengono da Cento è rappresentato principalmente da dipinti realizzati nella sua città natale nel periodo giovanile e della formazione, dove si vedono i suoi modelli preferiti, una fase questa importante per capire gli sviluppi della sua maturità.

In mostra sono presenti alcune delle opere eseguite da Guercino a Bologna, tra 1617 e 1618, per il cardinale Alessandro Ludovisi, futuro papa col nome di Gregorio XV, che attirarono l'attenzione dello stesso Ludovico Carracci il quale, in una lettera del 1617 commentava entusiasticamente: "è mostro di natura, e miracolo da far stupire chi vede le sue opere".

La mostra è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma e dal Comune di Cento, con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini.


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