Mostra ‘Il fascino della terracotta. Cesare Tiazzi, 1743-1809, uno scultore tra Cento e Bologna’

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Il Comune di Cento e l'Associazione Amici della Pinacoteca Civica di Cento, promuovono la mostra "Il fascino della terracotta. Cesare Tiazzi 1743 – 1809, uno scultore tra Cento e Bologna", in Pinacoteca Civica "Il Guercino" di Cento, dal 27 novembre 2011 all'11 marzo 2012.

La mostra, curata da Giuseppe Adani, Fausto Gozzi, Cristina Grimaldi Fava e Antonella Mampieri, ha il duplice scopo di riscoprire e valorizzare la figura di Cesare Tiazzi, scultore centese attivo nella seconda metà del settecento, oggi dimenticato, e, insieme a lui, riportare l'attenzione sul vasto e mai abbastanza indagato universo di scultori in terracotta del settecento e primo ottocento, tra Cento e Bologna.

Artista di talento e meritevole di nuova attenzione, Cesare nacque da famiglia illustre e di antica origine partecipante, i cui componenti appartenevano all'Ordine Consiliare della città già nel XV secolo. Fu amante dell'arte e collezionista, come già la sua famiglia, di dipinti e sculture che l'ultimo discendente della famiglia, Antonio, donò all'Ospedale Civile di Cento nel 1882. Sfortunatamente, tranne alcuni quadri pervenuti alla Pinacoteca, il resto di tale donazione andò disperso.

L'attività di Cesare si svolse prevalentemente a Cento, ma le sue opere e la sua formazione artistica risentirono del linguaggio elaborato dagli scultori bolognesi, maestri nella lavorazione della terracotta, materiale che Tiazzi predilesse e che seppe lavorare con sapiente espressività.

La riscoperta dell' artista nasce dalla volontà del Comune di Cento e dell'Associazione Amici della Pinacoteca Civica centese, di promuovere il restauro delle sue sculture presenti a Cento e nei dintorni, a cominciare dalla sua opera più importante, il gruppo in terracotta policroma La Pietà con San Francesco d'Assisi, custodito nei depositi della Pinacoteca Civica. Il gruppo scultoreo è composto di due statue, la Madonna con il Cristo morto e San Francesco inginocchiato. E' firmato e datato 1778 e proviene dalla chiesa della SS.ma Trinità dei Cappuccini, posta nell'area attualmente occupata dal cimitero di Cento. Soppressi il convento e la chiesa in epoca napoleonica, il gruppo venne trasferito nella chiesa di San Lorenzo e infine, nel dopo guerra, in Pinacoteca.

Negli ambienti espositivi della Pinacoteca di Cento saranno accostate alla Pietà altre opere di Cesare, provenienti dalla chiesa di San Biagio e del Rosario di Cento, dalla Pinacoteca di Ferrara e da collezioni private, restaurate per l'occasione.

Accanto alle opere di Cesare saranno esposte sculture in terracotta provenienti da chiese, musei e collezioni private, molte delle quali inedite, opere dei maggiori scultori bolognesi tra Sette e Ottocento. Dai maestri di riferimento di Tiazzi, come Giuseppe Maria Mazza, Angelo Gabriello Piò e Andrea Ferreri, ai suoi contemporanei come Filippo Scandellari, Ubaldo Gandolfi, Clarice Vasini, Giacomo De Maria, Giovanni Putti e altri, sarà possibile ricreare il panorama artistico della scultura in terracotta a Bologna, che sicuramente influì sull'artista e sulla sua opera.

La mostra è disposta su un percorso tematico, articolato in diverse sezioni, dedicate ai soggetti più frequenti e cari alla devozione popolare (il Presepe, la Passione, la Madonna col Bambino, i Santi), senza tralasciare i temi profani. Tutte le opere sono analizzate sotto il profilo storico e artistico, iconografico e iconologico.

A quarant'anni dagli studi fondamentali sulla scultura barocca emiliana di Eugenio Riccomini, presidente del comitato scientifico di questa mostra, si offre al pubblico e agli studiosi una nuova occasione per arricchire la conoscenza su un campo estremamente affascinante e ancora relativamente inesplorato della produzione artistica.

A vent'anni dalla mostra "Presepi e terrecotte", organizzata presso i Musei Civici di Arte Antica di Bologna, che collaborano con alcuni prestiti e con la loro consulenza scientifica, questa preziosa esposizione riserva interessanti sorprese.

La mostra sarà corredata da un ricco catalogo a colori, con testi di Giuseppe Adani, Marco Cecchelli, Fausto Gozzi, Cristina Grimaldi Fava, Antonella Mampieri, Eugenio Riccomini e Luigi Samoggia.

Da domenica 27 novembre, fino all'11 marzo 2012, la mostra sarà aperta al pubblico nei seguenti orari:
da martedì a domenica, ore 9.30 – 12.30 / 14.30-18.30.
chiusa il lunedì.

Ingresso libero. Prenotazione obbligatoria per scolaresche e gruppi.


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