GUERCINO – BACON. I DISEGNI a cura di Vittorio Sgarbi e Duccio Trombadori

La mostra “Guercino – Bacon. I disegni” è stata inaugurata Domenica 11 Luglio 2010 dalle ore 18.00. Organizzata dal Comune di Cento – Assessorato alla Cultura, a cura di Vittorio Sgarbi e Duccio Trombadori, sarà ospitata presso la Pinacoteca Civica “Il Guercino” sino all’8 Novembre.
Considerato uno tra i più grandi artisti del Novecento
,Francis Bacon è stato per anni un artista che, come metodo di lavoro, utilizzava unicamente la tecnica della pittura, rifuggendo da qualsiasi studio preparatorio e di lavoro su carta. Solo dopo la sua morte, si è rivalutata l’importanza del disegno nella sua opera complessiva, con mostre retrospettive in alcuni dei maggiori musei del mondo.
In questa mostra presso la Pinacoteca Civica, si mettono a confronto alcuni dei più bei disegni del maestro inglese – i cosiddetti “disegni italiani” – con quelli, straordinari, del Guercino, nella Pinacoteca dedicata al maestro nella sua città natale.
L’accostamento non è né arbitrario né tantomeno casuale
: difatti Bacon affermò più volte non solo di amare e conoscere bene l’opera del maestro di Cento, ma anche di aver apprezzato e studiato approfonditamente, in particolare, proprio i suoi disegni.
La mostra diventa così un’occasione straordinaria per mettere in relazione il lavoro di quello che è giustamente considerato uno tra i massimi disegnatori di tutti i tempi – Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino – con il lavoro su carta dell’artista che, dopo Picasso, ha avuto la più grande influenza su tutta la pittura del Novecento.
Accompagna la mostra un catalogo, edito da Christian Maretti Editore, con un approfonditi testi di Vittorio Sgarbi, Duccio Trombadori, Edward Lucie Smith, Fausto Gozzi e un testo dell’avvocato Umberto Guerini che ha seguito la vicenda legale.

Alla presentazione e inaugurazione della mostra, presso la Sala Zarri di Palazzo del Governatore, hanno partecipato più di 200 persone, nonostante la giornata di afa canicolare, assistendo agli interventi di nomi di alta caratura nel panorama dell’arte italiana contemporaneaUmberto Guerini, Edward Lucie-Smith, Duccio Trombadori e, infine, Vittorio Sgarbi, che ha tenuto una lectio magistralis sulle motivazioni e sui destini dell’arte contemporanea.
“Guercino Bacon. I disegni”
 è già stata richiesta dal Museo di Villa Torlonia a Roma e dal Comune di Margherita di Savoia (BT), a conferma di quanto il confronto tra questi due geni delle proprie epoche si stia rivelando vincente.

Ingresso gratuito.

Bacon, biografia di un pittore «maledetto»

«Ho sempre sognato di dipingere il sorriso, ma non ci sono mai riuscito.» Così Francis Bacon, riflettendo sulla sua arte. Di lui, che è stato uno dei grandissimi del nostro secondo Novecento, che conobbe la consacrazione internazionale negli anni in cui la scena artistica era dominata dall'astrattismo, di lui più che di tanti altri è quasi impossibile scindere la vicenda biografica dal percorso artistico di una pittura che nasce dal tormento esistenziale e di questo è al contempo catarsi. Francis Bacon nasce a Dublino il 28 ottobre 1909 da una famiglia inglese. Il padre alleva cavalli da corsa. Fin da bambino Francis aveva dimostrato una predilezione per vestirsi in abiti femminili, tanto che il padre reagiva alla sua già allora evidente omosessualità con punizioni brutali. Allo scoppio del primo conflitto mondiale la famiglia si trasferisce a Londra. Fino al 1925 sarà tutto uno spostarsi fra Inghilterra e Irlanda, cosicché l'educazione del giovane Francis, anche a causa di una malattia asmatica congenita, si realizzerà essenzialmente tramite lezioni private. Il 1925 segna l'anno di affrancamento di Bacon dalla famiglia, stabilendosi a Londra. Aiutava le tre sterline mensili che gli inviava la madre con vari lavoretti. Sono gli anni dei soggiorni berlinesi e di quelli parigini, gli anni in cui il giovane Bacon entra in contatto con alcune opere che ne segneranno il cammino artistico, da "La strage degli innocenti" di Poussin, all'urlo dell'infermiera ferita sulla scalinata di Odessa ne "La corazzata Potemkin", pellicola del 1925 di Eisenstiein. Fino all'esposizione parigina di Picasso del 1927, l'incontro fatale che gli mostrerà «tutto un territorio ancora, in un certo senso, non esplorato, di forme organiche relative alla figura umana che la distorcono completamente.» Quel territorio da allora sarà il suo e la pittura la sua arte di riferimento. Nel 1928 Bacon si stabilisce definitivamente a Londra. Affianca al successo di un'iniziale attività di design la pittura ad olio. Poco si sa del periodo anteriore al 1940, poiché l'artista stesso ha distrutto molti dei suoi lavori. Nel 1936 alcune sue opere erano state respinte dall'Esposizione Surrealista. Un segno premonitore di un destino pittorico che sarà legato all'esperienza del reale. Nel 1945 la Lefevre Gallery di Londra espone il trittico "Three Studies for Figures at the Base of Crucifixion". Inizia la consacrazione artistica di Bacon. Nel 1948 il Museum of Modern Art di New York acquista "Painting 1946", nel 1953 la Tate Gallery di Londra acquisisce "Three Studies for Figures at the Base of Crucifixion". Nel 1954 Bacon rappresenta l'Inghilterra, assieme a Ben Nicholson e Lucien Freud, alla Biennale di Venezia. Nel 1961 riprende l'analisi del "Ritratto di Innocenzo X" di Vélazquez, a cui già si era accostato nel 1949. Espone nei più importanti centri mondiali dell'arte contemporanea, dalla Tate Gallery di Londra nel 1962, al Guggenheim Museum di New York e all'Art Institute di Chicago nel 1963. La mostra del 1965 della Kunsthalle di Amburgo, si sposta al Moderna Museet di Stoccolma e al Museum of Modern Art di Dublino. Negli anni '60 i suoi ritratti cominciano ad avere un nome: gli amici più intimi, Isabel Rawsthorne, Henrietta Moraes, Lucian Freud, George Dyer. Il suicidio di quest'ultimo nel 1971, il modello più dipinto e più amato, lascerà un segno profondo nell'intimo dell'artista. La potenza della sua pittura, l'individualità della sua espressione artistica, fanno di Bacon un solitario nel panorama dell'arte del XX secolo. Attivo fino alla fine e spiazzante anche nella morte, Francis Bacon cessa di vivere il 28 aprile 1992 a Madrid, dove si era recato per una breve visita. 
 
 da http://www.ilsole24ore.com/

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